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“Aspettando la felicità” – Film

“Aspettando la felicità “
di A. SISSAKO
Film

Anno Produzione: 2002
Data di uscita del Film : 15 Gennaio 2003 
Regia e sceneggiatura : Abderrahmane SISSAKO
Lungo Metraggio prodotto da: Mauritania e Francia.

Biografia 
Poco dopo la nascita nel 1961 a Kiffa, in Mauritania, la sua famiglia emigra in Mali dove consegue gli studi fino alle scuole superiori. Un breve ritorno nel 1980 in Mauritania poi, andrà in Russia dove frequenterà l’Istituto Statale del Cinema di Mosca dal 1983 al 1989.
Agli inizi del 1990 Sissako si stabilisce in Francia. Nel 1994, otterrà al 4° Festival del Cinema Africano di Milano, il Premio del migliore Cortometraggio per il suo film “Ottobre” e nel 1999 alla 9° edizione dello stesso Festival, il Premio del Migliore Lungo Metraggio per “la vita sulla Terra”.
A. Sissako è, assieme a Sembene Ousmane, Souleimane Cissé, Idrissa Ouedraogo o Jibril Diop Mambety, uno dei registi Africani di fama internazionale.

Regista, sceneggiatore, attore e produttore, Sissako è riuscito a creare una filmografia originale, fatta di immagini, poesia e d’impegno nel trattare le problematiche del suo continente d’origine. I temi principali delle sue opere sono l’Esilio, le migrazioni e la condizione umana. Dipinge l’Africa reale e il vissuto quotidiano con delle impronte autobiografiche.

Filmografia

 “Il Gioco” – 1989
Lavoro di fine anno di studio. Il Film è ambientato nel Deserto della Mauritania e le scene sono state girate nel Turkmenistan.

 “Ottobre” – 1993
Il suo primo corto metraggio, è stato girato nella periferia di  Mosca e Premiato al Festival di Cannes (un certain Regard) e al 3° Festival del Cinema Africano di Milano nel 1994 come migliore Corto-Metraggio. 
Il film racconta la storia d’amore tra una donna Russa in gravidanza e uno studente Africano pronto a lasciare il paese. Questa prima opera viene apprezzata per la sua sensibilità nel descrivere un incontro e il dramma della separazione.

 “Il Cammello e i  Bastoni ….. ” – 1995
Una versione Afro-orientale della favola di “La Fontane” . Un Video girato in Mauritania.

 “Sabriya” – 1996
Video girato in Tunisia.

 “Rostov-Luanda” – 1997
Un Film Documentario sulla vita del combattente, X Kassel, nella guerra per la liberazione dell’Angola contro il colonialismo Portoghese, personaggio che, Sissako aveva conosciuto e incontrato sedici anni prima a Mosca.
Il Film sarà premiato come Migliore Video all’ 8° Festival del Cinema Africano di Milano.

 “La vita sulla Terra” – 1998
Film girato in Mali presso il villaggio del padre. Un quadro realista del paese e della difficile condizione di vita dei suoi abitanti.
Il Film sarà premiato come Migliore Lungo Metraggio all’ 9° Festival del Cinema Africano di Milano. Mansione Speciale della Giuria a quello del Fespaco nel 1999.

 “Aspettando la Felicità” – 2002
Film inspirato dal suo breve ritorno in Mauritania nel 1980.
Film premiato al 18° Festival Fespaco nel 2003. Laurea del Premio della Critica Internazionale

 “Bamako” – 2006
Il Film illustra le relazioni tra il Nord e il Sud del Mondo. In questo film, Sissako mette in scena il processo condotto dai funzionari Africani contro la Banca Mondiale e il FMI.
Riceve il Gran Premio del Pubblico al Festival di Parigi e il Premio del Film dal Consiglio dell’Europa.

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Storia del Film

Nouhadhibou è una cittadella di pescatori sulle coste della Mauritania. Ed è anche un luogo di transito per molti viaggiatori in attesa della partenza verso l’Europa, il Marocco, la Spagna e la Francia, dove sperano di vivere un futuro migliore. Un luogo di esilio e di fragili speranze. Uno spazio dove si nutre un desiderio comune di fuga che si oppone al deserto.
Abdallah 17 anni, originario del Mali raggiunge la madre a Nouhadhibou, nell’attesa di partire (o ripartire) per l’occidente. In questo luogo di passaggio e di poche speranze e non conoscendo la lingua locale, il giovane tenta di decifrare l’universo che lo circonda. Si scoprono vari personaggi, che come lui, aspettano la ….. Felicità.
La Mauritania
Paese del Maghreb, confina: AlgeriaMali (Est), Senegal (sud), Sahara Occidentale (nord) e ad Ovest il mare – l’Atlantico.
Il paese non possiede infrastrutture industriali e turistiche. Vive di pesca e di agricoltura tradizionali.
Non esiste una tradizione ne infrastrutture cinematografica o televisiva. I pochi registi e Artisti soppravivono con finanziamenti di Enti culturali e organizzazioni internazionali.

Riflessioi snul Film

– Nel film, l’autore denuncia l’impotenza dei poteri pubblici africani di fronte al dramma del sotto sviluppo e della migrazione, ma anche la politica anti-immigrazione dei Paesi occidentali. L’autore ci fa scoprire un paese e un continente, dove l’idea della partenza è onnipresente.

– Il film non ha una vera e propria trama, ma una successione di piccole storie individuali triste e a volte allegre, che attraverso scene e immagini molto suggestive e umane, stabiliscono la comunicazione con il pubblico.

– La finestra della camera di Abdallah diventa un televisore da dove si osserva la vita reale in opposizione alla televisione nazionale che trasmette solamente programmi occidentali. In questa comunità di uomini, donne e ragazze, rimane, malgrado tutto, il Sapere, quel potenziale di conoscenze ed esperienze che si trasmette oralmente da maestro ad alunno; la ragazzina impara il canto e la musica tradizionali, il bambino impara il mestiere d’elettricista da un vecchio pescatore e, a sua volta, insegna la lingua locale ad Abdallah.

– Gli attori non sono professionali. Sono persone incontrate e che hanno delle storie simili e il desiderio di condividere un‘avventura partecipando al film. I dialoghi sono scritti giorno dopo giorno, e  certe volte modificati sul Set.
A cura di Arezki Hamidi

 

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