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Giornata di studi Genitorialità, adolescenti migranti e società di accoglienza

L’Associazione Diversa/mente
in collaborazione con Istituzione Gian Franco Minguzzi e Quartiere San Vitale
organizza la Giornata di studio

Genitorialità, adolescenti migranti e società di accoglienza
Costruzioni e pratiche dell’identità e delle appartenenze

29 settembre 2006
ore 9-18
Sala “Silentium”
Vicolo Bolognetti 2, Bologna

Scarica il programma in PDF (da stampare)
Scarica la scheda d’iscrizione

Presentazione
La presenza di un numero sempre crescente di bambini/e e ragazzi/e migranti sul nostro territorio ci sollecita ad un’attenzione maggiore alla specificità dei loro bisogni (di apprendimento, di costruzione dell’identità, di riconoscimento delle differenze, di accesso ai servizi, di socializzazione, ecc) e l’adeguatezza delle risposte che a livello educativo, sanitario e sociale le nostre istituzioni e Servizi mettono in atto.

“La condizione primaria per non fare violenza ai bambini meticci -afferma M.Rose Moro- è di non chiedergli di assomigliarci per poterli aiutare, per curarli, per educarli”. Si tratta, in altri termini, di educare, curare e prendersi cura di qualcuno, garantendo “il diritto per ogni bambino di ricevere lo stesso insegnamento, lo stesso trattamento, senza discriminazione”, senza tuttavia costringerlo ad essere “ un chiunque”, ma tenendo conto della sua differenza di storia, di religione, di valori, di metodi di cura. (Isabelle Stengers, Introduzione a Tobie Nathan, 2003) .

Queste considerazioni diventano particolarmente pregnanti quando trattiamo di adolescenti immigrati di seconda generazione per i quali le tematiche dell’identità, del proprio ruolo e di quello dei genitori nella società di arrivo, del rapporto con la cultura di origine e con quella della società attuale, dei riconoscimenti e delle opportunità di effettiva partecipazione nel contesto di vita risultano fondamentali.

Per molti di questi ragazzi la migrazione può rappresentare un’opportunità concreta di realizzare speranze e progetti propri e dei familiari, così come il bilinguismo, l’aprirsi a realtà diverse e a scelte nuove può contenere molte potenzialità. Tuttavia la strada da percorrere per loro è molto più faticosa che per gli adolescenti autoctoni e comporta numerosi passaggi potenzialmente traumatici. Dati raccolti in paesi come la Francia ci mettono in guardia rispetto a una maggiore esposizione di questi giovani a rischi di emarginazione e devianza, e ci segnalano altresì la possibilità di trasformare elementi di vulnerabilità, legati alla complessità del loro percorso di crescita, in fattori di arricchimento delle competenze e delle capacità creative.

Per favorire un superamento positivo dei compiti evolutivi dei ragazzi/e cresciuti in contesti di migrazione (anche se vissuti indirettamente attraverso i loro genitori) e dei compiti genitoriali è importante comprendere le difficoltà che essi si trovano ad affrontare. Oltre alle difficoltà di ordine socio-economico ormai ampiamente documentate, esistono anche difficoltà di ordine psicologico e culturale connesse all’essere figli di genitori immigrati e al crescere tra appartenenze diverse. Ad esempio i processi di identificazione con le figure genitoriali, necessari alla strutturazione di sé, sono spesso ostacolati a causa della condizione di marginalità dei genitori stessi e possono condurre a identificarsi difensivamente con figure sentite come potenti anche se negative; così pure l’interiorizzazione di codici morali e culturali (che servono ad organizzare e contenere i vissuti personali, a regolare il comportamento e a sostenere in momenti di difficoltà) possono risultare carenti a causa della impossibilità di scegliere tra modelli culturali in conflitto tra loro (quello di origine e quello attuale). Esistono inoltre spinte ad adattarsi in maniera troppo rapida e mimetica ai modelli della società di accoglienza, rischiando di cancellare le proprie origini e con esse il mondo e le esperienze dei genitori, o al contrario ad arroccarsi in una rivalutazione esasperata dei valori tradizionali. L’obiettivo della giornata è di approfondire il tema della costruzione dell’identità dell’adolescente migrante e mostrare come i diversi esiti dei percorsi dei giovani migranti derivano da un complesso intreccio tra vicissitudini della famiglia, modalità di accoglienza della società ospitante, rapporti con i gruppi dei pari, sostegno alla genitorialità. Le derive di devianza ed emarginazione di questi giovani non sono quindi intrinseche alla condizione di migrante, ma vanno comprese all’interno di una dinamica più complessa che è importante individuare, e su cui è possibile intervenire in termini di prevenzione.

L’incontro si rivolge in particolar modo agli operatori dei servizi, delle cooperative e dell’associazionismo che si trovano direttamente coinvolti nella gestione delle problematiche multiculturali, e si inserisce all’interno delle iniziative di formazione sui temi delle famiglie e dei minori stranieri organizzate dall’Istituzione “G. Minguzzi.”


Con il Patrocinio

della Regione Emilia Romagna
della Provincia di Bologna
del Quartiere San Vitale
della Siam, Società Italiana di Antropologia Medica
dell’Ordine degli Psicologi del Emilia Romagna

Si ringrazia per la collaborazione

Assessorato alla Sanita e ai Servizi sociali della Provincia di Bologna
ANOLF-CISL Emilia Romagna
CD-Lei Bologna
Edizioni Erickson


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